Parrocchia Beata Maria Vergine di Loreto
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Altare

Navata centrale

Laterale destro

Navata laterale destra

Navata laterale sinistra

POGGIO CESI

La collina di Poggio Cesi, con i suoi 413 m. sopra il livello del mare, è il rilievo più elevato dei Monti Cornicolani, costituiti da un piccolo gruppo di alture situate a circa 30 km a nord-est di Roma. Formati da calcari mesozoici essi preannunciano la vicinanza dei rilievi ben più imponenti dell’Appennino centrale, il cui ramo più vicino è dato dai Monti Lucretili, oggi Parco Naturale Regionale (L.R.n° 41/1989).
Sui Monti Cornicolani sorgono due centri abitati: S. Angelo Romano ( sul Monte Patulo, m 400) e Montecelio ( sull’omonimo colle, m 3899, entrambi dalle origini antichissime. Poggio Cesi, posto a metà strada tra S. Angelo e Montecelio, rivestito da uno splendido manto boschivo, è un vero tesoro di storia e di natura (GIARDINI, 1995) la cui integrità è stata messa in grave pericolo (MARI, 1983: DACOR, 1984, a, b). La collina di Poggio Cesi è stata oggetto di studio e ricerche da parte di numerosi Autori ed il suo elevato pregio è stato più volte riconosciuto da enti pubblici e società scientifiche. Il C.N.R. e il Ministero dei Lavori Pubblici, ad esempio in un loro studio del 1971 hanno incluso il colle tra le “ aree naturali da proteggere” per il suo interesse floristico vegetazionale, mentre il Gruppo di lavoro per la Conservazione della Natura della Società Botanica Italiana (1971) pone Poggio Cesi tra i “biotipi di rilevante interesse vegetazionale, meritevoli di conservazione in Italia”. Il colle è tutelato da una lunga serie di vincoli, alcuni legati all’ambiente naturale , altri di tipo archeologico. Poggio Cesi infatti, oltre a rivestire una grande importanza dal punto di vista botanico e naturalistico in genere, è di estremo interesse anche dal punto di vista storico-archeologico, poiché frequentato fin dalla preistoria. Ne sono una prova gli strumenti musteriani e gli oggetti e resti animali dell’età del Bronzo che vi sono stati rinvenuti (ALBAMONTE, BELLI, 1985; ANGLE et al, 1991-92; GUIDI, 1989-90; 1991-92). Ancora oggi si possono osservare nel colle un esteso complesso di terrazzamenti risalente circa al IV SEC. a.c. ( tutelato con vincolo archeologico dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali nel 1982), numerose ville romane( ad una delle quali è stato apposto il vincolo archeologico nel 1981) e i resti di un intero villaggio medioevale che risulta già abbandonato a metà del XV sec. (COSTE, 1980).
Altri vincoli presenti sono quello idrogeologico-forestale, apposto per la presenza di un esteso manto boschivo, ed il vincolo paesaggistico, a tutela del paesaggio. Nel 1985, un apposito decreto del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali ( D, M. 22/5/1985), il colle è stato dichiarato di “notevole interesse pubblico”.
La Macchia di S. Angelo Romano infine, che riveste la porzione settentrionale della collina di Poggio Cesi, è stata inclusa dalla Regione Lazio nell’elenco dei siti con valori di importanza comunitaria nella Provincia di Roma ai fini del suo inserimento nella rete ecologica europea ”Natura 2000” (Direttiva 92/ 43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali) e pertanto soggetta a tutela ai sensi dell’art. 6 della L. R. 6 ottobre 1997, n. 29 (“Norme in materia di aree naturali protette regionali”).
Il nome del colle è legato a quello della famiglia Cesi, proprietaria dei Cornicolani dalla fine del XVI a quasi tutto il XVII sec., il cui più illustre rappresentante è Federico II Cesi ( Roma 1585 – Acquasparta 1630), duca di Acquasparta, barone romano, marchese di Montecelio, principe di S. Angelo e S. Polo, Federico Cesi, coltissimo naturalista, fondatore dell’Accademia dei Linceri, è stato il primo indagatore delle bellezze naturali del colle.
Tratto da “ Millenario di Montecelio” di Marco Giardini
Monumento ai caduti

Monumento ai caduti lapide commemorativa

monumento ai caduti Guidonia

Monumento ai caduti frontale


Monumento ai caduti di Nassiriya

Monumento ai caduti di Nassiriya

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