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un po' di storia di Guidonia

 

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Monumento alla memoria del generale Alessandro Guidoni

La città di Guidonia si realizza, tra il 1935 ed il 1937, su progetto degli architetti G. Calza Bini,G. Nicolosi e G. Cancellotti.
Guidonia prende il nome dal generale Alessandro Guidoni. Nacque il 15 Luglio 1880 a Torino, fu soldato di leva il 2 luglio 1990, poi lasciato in congedo limitato per ragioni di studio. Nel dicembre 1903 fu nominato ingegnere di 2° classe fino a diventare nel novembre del 1923 Maggiore Generale e Direttore Superiore del Genio e delle Costruzioni Aeronautiche. Nel 1921, Encomio del Ministero della Marina perchè, dopo un breve Corso all'Aerodromo di Talliedo, conseguì il brevetto di pilota e perchè diede prova di speciale impegno negli studi e di spiccata attitudine nelle discipline aeronautiche. Il 27 aprile del 1928, avendo dei dubbi sul funzionamento in determinate condizioni del paracadute in uso nell'areonautica, volle egli stesso sperimentarlo in quelle stesse condizioni. Nel nobile esperimento trovava la morte sul campo di Montecelio. Alla sua memoria venne decretata la prima medaglia d'oro al valor aeronautico con la seguente motivazione "Pioniere dell'aria, tecnico insuperabile, superbo esempio di fede, di energia e di valore, trovava la morte gloriosa prodigandosi oltre il dovere".

L’Economia

L’Agricoltura e la pastorizia sono state per secoli le attività economiche trainanti ma, mentre la seconda è praticamente scomparsa lasciando poche tracce, la prima ha segnato maggiormente il territorio, favorendo lo stabilirsi di primi nuclei abitativi sia a Le Fosse (Villalba, Villanova) e Valle Stregara (Collefiorito), sia nelle grandi aziende terriere ora sostituite dagli abitanti di Colleverde, Setteville e Marco Simone e sia nei piccoli poderi di bonifica di La Botte e Le Pantanelle, affidati agli ex combattenti intorno al 1910.
L’industria storica è quella legata all’estrazione del travertino e alla fabbricazione della calce che hanno dato nei secoli passati un relativo benessere economico ai monticellesi. Le ultime calcare chiusero a metà dello scorso secolo ed attualmente ha grande rilevanza economica il cementificio della Unicem che ne perpetua la secolare tradizione.
L’estrazione del travertino invece, pur se proseguita ininterrottamente da almeno sei secoli, ha avuto ricadute sociali notevoli solo dal primo dopoguerra, quando la produzione si è  stabilizzata con l’apertura dei mercati esteri e la richiesta del prodotto non è mai mancata. Allora abbiamo potuto assistere all’arrivo costante di persone, inizialmente dalla Toscana, dalla Romagna e dalle Marche che hanno contribuito alla nascita del paese di Villalba. Di particolare rilievo la presenza di una nutrita colonia di Sanmarinesi già dai primi anni del ‘900.
Dal secondo dopoguerra il comune si è aperto all’immigrazione di operai e impiegati delle aziende della Capitale e interi quartieri e complessi urbanistici hanno accolto residenti di Roma. In altri casi i terreni agricoli hanno aumentato fino a mille volte il loro valore quando sotto spinte speculative, il cambiamento della destinazione d’uso li ha resi edificabili.
Cave di travertino, aeroporto, cementificio, commercio, edilizia, ma è il settore terziario della grande città che offre maggiori opportunità di impiego: i dati del censimento 1991 indicavano in oltre tredicimila le persone che giornalmente si spostavano verso Roma (in sostanza un adulto su quattro). In generale abbiamo 3.662 attività produttive: 2.164 sono ditte individuali, 90 cooperative di lavoro, 598 SRL, 465 S.N.C, 53 S.p.A,  (dati Camera di Commercio anno 2000).
Quarantanove sono le ditte legate al travertino (estrazione o lavorazione)

 

Testo tratto dal libro "Guidonia Montecelio l'acqua, la pietra, l'aria"

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