Guidonia
La vasta pianura che circonda i rilievi Cornicolani, nella Bassa Sabina, dove l’Agro Romano e il Tiburtino s’incontrano, appartiene al Comune di Guidonia Montecelio.
Costituito nel 1937, in funzione dell’Aeroporto Militare e del Centro Studi ed Esperienze, a suggello di uno strabiliante sviluppo aeronautico dell’Italia, è stato, per breve tempo, uno dei punti di riferimento mondiali del volo.
Al momento della sua formazione, un avvincente contrasto doveva rappresentare il complesso del rinnovato aeroporto Alfredo Barbieri ed i moderni edifici di Guidonia con il passaggio circostante che alternava i vigneti ed orti, campi di grano, pascoli e sparagine, con una plaga spesso desolata, cespugliata di rovi e di spini, martoriata dalle cave di calce e di travertino, strappata alla palude attraverso una faticosa operazione di bonifica, appena liberata dalla malaria.
Altrettanto dissonante l’antinomia tra le linee essenziali dell’architettura razionalista della nuova città con il labirinto dei centri abitati, poco meno che villaggi, che nel suo territorio fiorivano: la Borgata Barozze, Le Fosse a ridosso delle cave di travertino, le zone di bonifica di La Botte, Le Pantanelle.
Sulla linea del piatto orizzonte spiccavano i profili delle torri e dei casali; su tutto dominavano i colli gemelli di Montecelio con le vestigia medievali della Rocca, il convento di San Michele e la barocca chiesa di San Giovanni.
Nel dopoguerra la città si è sviluppata in un rapido crescendo che l’ha portata ad essere uno dei centri più popolati del Lazio e con le maggiori aspettative di crescita sociale ed economica.
Testo tratto dal libro "Guidonia Montecelio l'acqua, la pietra, l'aria"
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